I migliori consigli per fotografare le stelle

Quando l’astronomia incontra la fotografia

Scatto notturno, Luca Titoto
Canon EOS 600D con ottica 35mm, 30 sec, ISO 3200, f/3,5 – © Luca Titoto

Guardare il cielo di notte, specialmente quando l’aria è tersa e siamo lontani dai centri abitati, è sempre un’occasione di meraviglia. Sono sufficienti la Luna e gli altri corpi celesti visibili ad occhio nudo per regalarci scenari davvero incantevoli.

Per questo motivo sempre più persone si avvicinano all’osservazione delle stelle attraverso un telescopio, oppure frequentano un planetario per condividere il loro interesse con altri appassionati di astronomia.

Molto spesso la passione per gli astri incontra l’amore per la fotografia: riuscire a catturare tutta la bellezza ed il mistero di un cielo stellato è una sfida che affascina da sempre moltissimi fotoamatori.

In effetti l’astrofotografia è una delle branche più interessanti della fotografia naturalistica.

Strumentazione, tecnica e tempo

Per fotografare con risultati soddisfacenti il cielo notturno e gli oggetti celesti più semplici come la Luna, le costellazioni, e i pianeti più luminosi, non è necessario possedere un corpo macchina super-professionale e un parco obiettivi di prestigio.

Occorrono solo una fotocamera con controlli manuali, un obiettivo abbastanza luminoso ed un treppiedi. Inoltre è utile, ma non indispensabile, anche un dispositivo per lo scatto remoto.

Infatti, ancor più che in altri generi fotografici, il segreto per imparare a scattare buone fotografie astronomiche è nel tempo che dedicherai alla pratica. Più ti eserciterai, maggiore sarà la bontà dei tuoi scatti, a prescindere dalle prestazioni della macchina fotografica che utilizzi.

Naturalmente è importante che tu conosca alcuni accorgimenti tecnici di base, indispensabili per un approccio corretto ad un soggetto così particolare. Mettendoli in pratica con attenzione e costanza, otterrai dei buoni risultati già dopo pochissime prove.

Come impostare la fotocamera

La prima cosa da fare è preparare la tua fotocamera impostando in maniera appropriata alcuni parametri principali.

La modalità di esposizione

La prima cosa da fare è impostare la tua reflex in modalità manuale. Infatti la fotografia astronomica notturna richiede, più di qualunque altro genere di scatto, il pieno controllo delle tre impostazioni della fotocamera che regolano l’esposizione: ISO, apertura e tempo di posa.

L’impostazione degli ISO

In questo genere di fotografia, è importantissimo ridurre il rumore digitale creato da ISO troppo alti. L’esperienza insegna che otterrai i migliori risultati con valori compresi tra 800 e 1600.

L’apertura del diaframma

Imposta il diaframma sul valore più basso possibile: per catturare la maggior parte dei corpi celesti, ti occorre molta luce. Per questo, cerca di non superare mai f/5,6 o le stelle meno luminose, anche se visibili ad occhio nudo, nella tua foto potrebbero scomparire.

Il tempo di scatto

I valori da prendere in considerazione per questo parametro sono molto più alti che in altri generi fotografici, e possono arrivare anche a 20 o 30 secondi ed oltre. In ogni caso dovrai trovare il giusto compromesso in funzione della luminosità dell’ambiente e del moto apparente dei corpi celesti.

Infatti, se per compensare un cielo poco luminoso utilizzerai un tempo più lungo, questo potrebbe causare la classica strisciata delle stelle. Occorre quindi molto esercizio, finché non scoprirai come stabilire il tempo giusto per ottenere l’immagine che desideri.

La messa a fuoco

Naturalmente, data la generale scarsità della luce che arriva al sensore, e la grande uniformità dello sfondo, dovrai rinunciare ad ogni automatismo della messa a fuoco.

Quindi, imposta il fuoco manuale, sia sul corpo macchina, sia sull’obiettivo, e decidi se utilizzare il mirino o il display per regolarlo tramite la ghiera.

Il bilanciamento del bianco

Il cielo notturno presenta sempre una debole luminescenza, dovuta a diverse reazioni chimiche e processi fisici delle molecole dell’atmosfera. Questo fenomeno è molto più evidente quando non c’è la luna, e produce radiazioni luminose con una temperatura colore imprevedibile.

Per questo, imposta il bilanciamento del bianco su luce diurna (intorno ai 5500°K): i colori della tua immagine risulteranno più realistici, perché registrati rispetto alla radiazione solare che il processore assume come bianco.

In post-produzione potrai decidere se mantenere il colore reale del cielo, modificarne alcuni parametri come la saturazione o, con prudenza, alterarne profondamente la tinta per ottenere risultati più creativi.

La stabilizzazione

La lunghezza del tempo di scatto richiede di montare la fotocamera su un treppiedi: per quanto possa essere ferma la tua mano, nessuno stabilizzatore potrà compensare gli inevitabili piccoli movimenti e vibrazioni di uno scatto a mano libera.

Quindi, come ogni volta che utilizzi un treppiedi, ricordati di seguire la buona prassi di disabilitare lo stabilizzatore.

La funzione autoscatto o il comando remoto

Per ottenere una foto nitida delle stelle, è necessario adottare ogni strategia per ridurre le vibrazioni della fotocamera.

Una di queste è utilizzare la funzione di autoscatto: in questo modo aprirai e chiuderai l’otturatore senza toccare la fotocamera durante il tempo di esposizione. Oppure potresti dotarti di un comando per lo scatto remoto, a filo o wireless.

La scelta del formato: JPG o RAW?

Se possiedi una reflex, sai che la tua fotocamera produce file JPG con una compressione perfetta per un utilizzo immediato delle tue foto, ad esempio per condividerle sui social, o mostrarle sul computer in famiglia.

Ma avrai anche sentito dire in tantissime occasioni che invece il formato RAW è più professionale, soprattutto perché consente una regolazione approfondita di tutti i parametri, anche dopo lo scatto.

Nel caso della fotografia astronomica notturna, più che in altri generi fotografici, questa possibilità è irrinunciabile: la post-produzione è parte integrante dell’intero processo di creazione dell’immagine.

Occorre quindi avere a disposizione la maggiore gamma dinamica possibile ed ampie possibilità di intervenire su luminosità, contrasto, bilanciamento del bianco ed esposizione. Per questo è necessario scattare in RAW.

Scatto notturno, Luca Titoto
Canon EOS 600D con ottica 35mm, 30 sec, ISO 3200, f/3,5 – © Luca Titoto

Quale obiettivo usare

La ripresa di una o più sorgenti luminose puntiformi in campo apertissimo e tendenzialmente nero, come un cielo stellato, è un’operazione piuttosto complicata.

Questo perché la maggior parte degli obiettivi hanno lenti e caratteristiche ottimizzate per fotografare di giorno o comunque in condizioni di buona luce. Quindi non ti scoraggiare se i primi risultati non sono all’altezza delle tue aspettative.

In ogni caso, la tua fotocamera darà il massimo se utilizzerai un obiettivo molto luminoso, nitido, e con la lunghezza focale appropriata al soggetto della tua inquadratura.

Le costellazioni

Per fotografare le costellazioni, cioè quei gruppi di stelle visibili e facilmente riconoscibili ad occhio nudo, potrai affidarti a ottiche con una focale compresa tra 35 ed 85mm, nel formato full frame.

Le galassie e nebulose

Se vuoi fotografare una galassia come la nostra Via lattea, dovrai munirti di un obiettivo grandangolare, cioè dai 18 ai 24 mm, e abbastanza luminoso: f/2,8 o inferiore. Invece, se vai a caccia di nebulose o altri corpi celesti più lontani e di piccole dimensioni, ti servirà un obbiettivo con una focale di almeno 200 mm.

La Luna

La Luna, il nostro unico satellite naturale, è uno dei soggetti astronomici più amati ed interessanti da fotografare. Per immortalarla adeguatamente, a seconda delle sue dimensioni, forma e luminosità, potrai utilizzare l’obiettivo che ritieni più opportuno fra i tuoi preferiti.

Oppure, se vuoi ottenere un risultato davvero sorprendente, puoi collegare la tua reflex, tramite un adattatore munito di anello T2, ad un telescopio.

Infatti questo accessorio converte la baionetta della tua fotocamera Nikon, Canon, o di qualsiasi altra marca, in un attacco universale, per vari strumenti ottici e fotografici.

È un accessorio davvero prezioso, grazie al quale potrai utilizzare un telescopio come se fosse un potente obiettivo della tua macchina fotografica!

1 commento

  1. Articolo interessante! Certamente da approfondire.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: